Va bloccata subito, prima che sia troppo tardi. Per contrastare efficacemente l’artrite reumatoide (patologia che colpisce in Italia circa 250 mila persone) è fondamentale agire ai primi sintomi, prima che i danni alle articolazioni siano irrimediabili, tali da rendere doloroso e difficoltoso anche il più sem¬plice gesto. L’artrite reumatoide è, infatti, una patologia autoimmune di tipo cronico-evolutivo, destinata dunque a peggiorare nel tempo, innescata dai linfociti T, globuli bianchi normalmente deputati a difendere l’organismo, che per ragioni ancora sconosciute attac¬cano le membrane sinoviali (che rivestono le articola¬zioni producendo un liquido lubrificante), innescando processi di infiammazione ed erosione dei tessuti ar¬ticolari. Sebbene non siano ancora chiari i fattori scatenanti della malattia (c’è chi ipotizza anche un’origine virale), di sicuro esiste una predisposizione ereditaria: se in famiglia c’è qualcuno che ne soffre, le probabilità di ammalarsi sono quattro volte superiori. A esserne colpite sono soprattutto le donne tra i 25 e i 55 anni, probabilmente a seguito di squilibri ormonali legati alla gravidanza o alla menopausa Le terapie hanno un duplice obiettivo: lenire il dolore e impedire la progressione delle lesioni articolari. Nel primo caso si utilizzano antinfiammatori non steroidei (FANS) e steroidei (cortisonici). Una correlazione tra ca¬renze di vitamina D e malattie reumatiche e infiammatorie, ipotizzata da recenti studi, sottolinea l’importanza di prestare maggiore attenzione a questo tipo di deficit.
Cosigliamo: Alga Kelp, Clorofila, Boswellia, Curcuma, T.M. Artiglio, Argento Colloidale, clorella+coriandolo.





